10.04.12 г.

Amo – il principio di ogni cosa!


Amo il modo in cui mi hai baciata in Piazza Nettuno a Bologna.
Amo il fatto che hai recitato per me Lermontov in russo al nostro primo incontro.
Amo la tua mano che cinge la mia vita mentre attraversiamo le gelide vie bolognesi.
Amo il modo in cui mi togli i vestiti. Amo gli istanti in cui ti senti imbarazzato, al nostro primo incontro e inciampi una, due, tre volte…
Amo quando mi sfiori, la sensazione del tuo corpo sul mio corpo. Amo la tua passione.
Amo quando devo stirare una gonna e non so maneggiare il tuo ferro da stiro, e tu lo prendi e tutto concentrato cominci a stirarla.
Amo quando mi fai gli spaghetti alla carbonara e discutiamo sugli ingredienti e non capisco che cosa sia la pancetta e tu la cerchi nel dizionario russo e mi dici che ci serve grudinka, ma io non ci capisco neanche allora, fino a quando non scoprirò che si tratta di bacon.
Amo quando cerchi di scoprire qual è il mio frutto preferito e quando scopri che adoro le fragole – ne compri 2000!
Amo quando balli il tango. Ma più di tutto amo quando balli il tango con me anche se non conosco ancora i passi.
Amo quando mi fai ridere alle tre del mattino e la mia risata risuona nelle case dei vicini. E pechè siamo svegli a quell’ora – indovinate!
Amo il fatto che ci inventaimo storie nostre che ci fanno ridere, come quella del potere delle arance oppure del tuo vicino curioso che innarca immancabilmente le sopraciglia e chiede con complicita delle nostre notti…
Amo il fatto che scopri alcuni miei tratti che pensavo di conoscere soltanto io.
Amo il fatto che sai dare sempre esattamente le risposte che voglio sentire.
Amo il tuo senso dell’umorismo e il simbolo a tre punte che testimonia l’esistenza degli extraterrestri.
Amo quando mi accompagni alla stazione e nell’istante preciso in cui mi metterei a piangere mi racconti una storia buffa – naturalmente su di noi e il tuo vicino.
Amo come canti quella canzone di quando avevi 18 anni e facevi il cicerone ai turisti a Napoli.
Amo il calore del tuo corpo, che sento nel mio letto.
Amo guardarti dormire. Amo sveglairmi presto al mattino e accompagnarti alla porta quando esci per andare al lavoro a quell’irragionevolmente piccola ora. 
Amo il fatto che mi prendi appena antrato dalla porta. Amo il tuo desiderio per me.
Amo i puzzle che componi, l’andare in bicicletta. Amo il fatto che hai comprato piante di fiori come ti ho suggerito… anche se sono dei cactus! Amo il fatto che chiedi il mio parere per l’arrangiamento del tuo “giardino” da terrazzo particolarmente quando ti sei messo in testa di includerci anche una statuina bianca.
Amo il fatto che hai lasciato il mio messaggio scritto con il rossetto sulla finestra.
Amo l’istante in cui ti ho incontrato anche se lo evitavo acuratamente.
Amo è il principio di tutto, e ora anche della fine.
Amo…
10.04.2012
Elena Takeva

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